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Occhio secco dopo intervento di cataratta. Perchè?

L’insorgenza della cataratta senile rappresenta un fenomeno fisiologico che può comparire in tutti i soggetti a partire dai 50 anni di età. Ciò è dovuto ad un’opacizzazione della lente naturale dell’occhio, chiamato cristallino, le cui fibre, composte prevalentemente da collagene che, con l’avanzare dell’età, cominciano a irrigidirsi perdendo la loro naturale trasparenza fino ad opacizzare. La cataratta può portare ad un drastico calo della vista fino alla cecità totale e per questo motivo deve essere necessariamente rimossa attraverso un intervento chirurgico che sostituirà il cristallino con una lente di materiale biocompatibile. Sebbene l’intervento di cataratta rappresenti uno step fondamentale per ripristinare una visione chiara e nitida, è allo stesso modo importante che la procedura chirurgica sia minimamente invasiva per evitare conseguenze postoperatorie, fra cui la sindrome dell’occhio secco.

Perchè l’intervento di cataratta può causare occhio secco?

La sindrome dell’occhio secco, o semplicemente occhio secco, è una patologia che può presentarsi a distanza di poco tempo dall’intervento di cataratta. I fattori che riguardano l’intervento chirurgico per la rimozione della cataratta e che possono portare a secchezza oculare sono:

  • Procedura chirurgica. Fino a qualche tempo fa l’intervento di cataratta rappresentava una procedura chirurgica in cui veniva eseguita una larga incisione corneale. Queste incisioni sono state per molto tempo causa di astigmatismi e perdita di sensibilità a carico dei nervi della cornea. Per questi motivi si è passati ad eseguire microincisioni capaci, non solo di ridurre l’astigmatismo post intervento, ma anche il processo infiammatorio a carico della superficie oculare. L’intervento di cataratta è ad oggi una procedura mini-invasiva nella quale sono previste incisioni inferiori ai 2 millimetri e all’uso di macchinari ad alta tecnologia che permettono di ridurre al minimo il rischio di esiti infausti.

  • Luce intraoperatoria. Durante l’intervento di cataratta, il paziente è invitato a fissare una luce operatoria per mantenere il bulbo oculare fermo. La forte luce intraoperatoria può indurre possibili danni alle cellule della superficie corneale portando ad una ridotta produzione lacrimale e densità delle stesse successive all’intervento stesso. Tuttavia sono in corso ancora studi scientifici a riguardo per accertarne effettivamente l’effetto biologico sulle strutture oculari.

  • Iodopovidone. Lo Iodopovidone è un composto formato dall’associazione fra Iodio e un polimero vinilico e rappresenta un agente disinfettante, antimicrobico e antisettico utilizzato molto nella pratica chirurgica. L’uso dello Iodopovidone è indispensabile nella pratica chirurgica per ridurre drasticamente il rischio la contaminazione da parte di microrganismi in sede operatoria, dunque non solo nella chirurgia oculare. Tuttavia, questo composto può essere aggressivo sulla superficie oculare e per questo motivo l’uso oculare prevede concentrazioni al 5%: infatti, seppur tollerato, può portare a sensibilizzazione della superficie oculare in relazione al volume instillato.

  • Terapia postoperatoria. I tempi successivi all’intervento di cataratta prevedono una terapia postoperatoria che deve essere seguita fedelmente dai pazienti al fine di ottenere un perfetto recupero della funzionalità visiva. Da molto tempo sono state dimostrate le proprietà tossiche dei conservanti contenuti nei colliri oculari. L’azione dannosa di queste molecole si esplica sulle giunzioni delle cellule epiteliali di cornea e congiuntiva sulle quali scorre il film lacrimale. È, quindi, preferibile l’uso di colliri monouso cioè privi della presenza di conservanti.

Tutti questi fattori possono contribuire ad una condizione di occhio secco dopo un intervento di cataratta. E’ quindi importante valutare l’integrità del film lacrimale pima di programmare un intervento per la rimozione della cataratta così da impostare preventivamente la terapia più appropriata.

Se hai notato sintomi di secchezza oculare contattaci per prenotare una visita specifica per Occhio Secco.

FONTI

K.Naderi, J.Gormley – “Cataract surgery and dry eye disease: a review” – Sep 20 – https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC7549290/

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