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Congiuntivite allergica e occhio secco: una forte correlazione

Congiuntivite allergica e occhio secco sono due condizioni oculari spesso intercorrelate. Entrambe sono infatti determinate dall’innesco di meccanismi molecolari tipici dell’infiammazione e non di rado la presenza della prima favorisce o nasconde l’insorgenza della seconda.

Che cos’è la congiuntivite allergica

La congiuntivite allergica non è altro che uno stato infiammatorio a carico della congiuntiva, la membrana trasparente che riveste l’interno delle palpebre e la porzione anteriore del bulbo oculare, ad eccezione della cornea. Questa condizione insorge in seguito a una risposta immunitaria causata dalla presenza di antigeni ambientali quali polline, piante, erbe, muffe, polvere, acari, peli di cane o gatto ecc., che di per sé sono innocui ma vengono erroneamente riconosciuti come dannosi dal nostro organismo. La reazione immunitaria induce la liberazione di molecole, tra cui l’istamina, ad azione vasodilatatrice, con conseguente infiammazione associata a gonfiore e rossore dovuti al maggiore afflusso di sangue nelle sedi interessate. Le congiuntiviti allergiche possono ricondursi a due forme principali:

  • la congiuntivite allergica stagionale (SAC), più comune, è una manifestazione oculare acuta o subacuta, caratterizzata da segni e sintomi che si intensificano nella bella stagione. Questa forma clinica può presentarsi dalla primavera all’autunno e in genere colpisce maggiormente bambini ed adolescenti.
  • La congiuntivite allergica perenne (PAC) può essere riscontrata tutto l’anno in quanto è causata dalla presenza di allergeni presenti in tutte le stagioni e a qualsiasi temperatura, come ad esempio la polvere, che si annida nelle case e negli ambienti lavorativi. Le forme allergiche perenni non sono affatto rare e determinano la persistenza dei sintomi anche nei mesi più freddi.

Queste forme di congiuntivite allergica mostrano una sintomatologia simile e possono essere associate a forme più o meno intense di rinite. I sintomi della congiuntivite allergica comprendono rossore e bruciore oculare, fotofobia, visione sfuocata ed eccessiva lacrimazione, quest’ultima prodotta nel tentativo di allontanare l’antigene responsabile dell’infiammazione.

Nelle persone affette da congiuntivite allergica, le cellule infiammatorie possono portare al coinvolgimento di altre strutture oculari, in particolare la cornea, con peggioramento dei sintomi e rallentamento dei tempi di guarigione. Per questo motivo questa condizione non deve mai essere sottovalutata.

Come la congiuntivite allergica può favorire l’insorgenza dell’occhio secco

La congiuntivite allergica rilascia molecole infiammatorie che possono alterare la superficie oculare determinando l’insorgenza della sindrome da occhio secco, una condizione caratterizzata da uno stato infiammatorio della superficie oculare, quantificabile mediante un parametro noto come “osmolarità lacrimale”.

Lo stato infiammatorio rappresenta il minimo comune denominatore della congiuntivite allergica e dell’occhio secco e numerosi studi scientifici hanno dimostrato che queste condizioni sono interconnesse. In particolare, la congiuntivite allergica può favorire o celare la comparsa di forme di occhio secco evaporativo, caratterizzato da una rapida evaporazione del film lacrimale dalla superficie dell’occhio, con conseguente bruciore e sensazione di avere un corpo estraneo negli occhi, e causata da alterazioni delle cellule congiuntivali, che riducono la produzione di mucina rendendo il film lacrimale più acquoso e meno stabile. 

La congiuntivite allergica e l’occhio secco influiscono negativamente sulla qualità di vita di chi ne è affetto e, se non trattati, possono determinare la comparsa di complicanze e sintomi di una certa importanza, pertanto è bene non sottovalutarne le conseguenze e i possibili rischi.

Oggigiorno entrambe queste condizioni hanno un’alta incidenza fra la popolazione, ma solo il 10% delle persone affette si rivolge a uno specialista. Speriamo che nel tempo le persone diventino più consapevoli dell’esistenza e dei rischi di queste condizioni e in presenza di sintomi si rivolgano a uno specialista che possa eseguire una diagnosi precisa e prescrivere una corretta terapia per eliminare o quantomeno mitigare i sintomi così da evitare l’insorgenza di complicanze oculari.

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