Le infezioni virali sono specifiche condizioni patologiche in cui i virus, parassiti obbligati, entrano in contatto con l’organismo: essi hanno la necessità di infettare le nostre cellule per moltiplicarsi per poter sopravvivere. Tali infezioni sono veicolate attraverso la cute, per via inalatoria o attraverso liquidi biologici. Durante l’infezione i virus rilasciano i virus piccole proteine assieme ad acidi nucleici come RNA e DNA promuovendo così l’infiammazione, la morte cellulare e, di contro, il rilascio delle proteine virali attraverso le quali infettano le cellule circostanti. Questi parassiti sono molto dannosi per la nostra salute poiché possono provocare sintomi lievi fino a predisporre a patologie oncologiche (linfomi). La stragrande maggioranza dei virus intacca non solo l’immunità innata, cioè quella mediata da cellule immunitarie sempre attive indifferentemente dal tipo di patogeno, ma anche quella adattativa mediata da anticorpi specifici. Tuttavia, anche virus considerati più innocui, come il virus del raffreddore, possono essere associati a disturbi di diversa natura come gastriti e secchezza oculare, fra questi anche il Sars-CoV2, il virus dell’epatite B (HBV) e il virus Epstein Barr (EBV).
Che cosa è la secchezza oculare?
La sindrome dell’occhio secco è una condizione oculare di carattere patologico in cui il bulbo oculare per quantità di film lacrimale insufficiente sulla superficie si infiamma: insorgono segni caratteristici dell’occhio secco: le lacrime diventano iperosmolari, compare rossore e bruciore oculare, si inizia a manifestare la sensazione di sabbia negli occhi e talvolta anche visione sfuocata che si ripristina quasi completamente dopo un ammiccamento completo.
Sars Cov-2
L’analisi citologica avvalora l’ipotesi che il Covid induce una riduzione delle cellule caliciformi, le responsabili della produzione delle mucine contenute nelle nostre lacrime. Oltre a ciò, è ovvio che molti studi che avevano come oggetto il Sars Cov-2 notassero un peggioramento della secchezza oculare poiché la pandemia ha modificato le abitudini di vita quotidiane come, ad esempio, l’avvento dello smartworking e, dunque, un aumento del tempo trascorso sui dispositivi elettronici con conseguente riduzione degli ammiccamenti e secchezza oculare. Inoltre, l’uso delle mascherine ha fatto registrare anche un aumento dell’evaporazione lacrimale che ha indotto occhio secco evaporativo.
Epstein Barr (EBV)
Il virus Epstein Barr (EBV) che rientra nella famiglia degli Herpes Virus umano di tipo 4. L’infezione si trasmette attraverso scambio di saliva, o più raramente attraverso sangue. La patologia può potare a forte spossatezza, ingrossamento dei linfonodi (linfoadenopatia) e febbre. Il virus Epstein-Barr, una volta entrato in contatto con il nostro organismo, infetta i linfociti B e successivamente le cellule epiteliali presenti nei nostri occhi. L’infezione di EBV è strettamente associata a forme di linfomi, oltre alla sindrome di Sjrögren la quale porta alla secchezza della maggior parte delle mucose del nostro organismo, specie quelle interne dell’occhio. Il risultato è la riduzione della componente mucolitica nelle lacrime che porta alla produzione di una lacrima troppo acquosa, con scarsi elettroliti al suo interno, capace di attaccarsi poco alle pareti della superficie oculare.
Virus dell’Epatite C (HCV)
Il virus dell’epatite C causa epatite acuta e attiva una cascata infiammatoria. L’infezione virale da HCV è associata congiuntivite e cheratite, ovvero infiammazione della congiuntiva e della cornea rispettivamente, tale da determinare la morte delle cellule epiteliali. Per questo motivo, l’infezione virale da HCV comporta un quadro di secchezza oculare anche grave, per la quale l’uso delle cefalosporine e dei sostituti lacrimali possono aiutare a ridurre segni e sintomi. Ciò che inclina il trattamento della secchezza oculare nei casi di infezioni virali è l’assenza di farmaci specifici: vengono utilizzati, infatti, antiinfiammatori non steroidei; inoltre sono disponibili farmaci come la rebamipide, non specifica per la secchezza oculare, ma che comporta un aumento del numero delle cellule caliciformi, fondamentali nella composizione della lacrima.
La tempestività nella diagnosi di una infezione virale è fondamentale per iniziare in tempi brevi la terapia oculare più adatta. È molto importante non sottovalutare i virus: l’infezione, infatti, può comportare non solo sintomi fastidiosi ma anche predisporre a condizioni patologiche anche gravi. È, quindi, importante non sottovalutare il loro contagio e cercare di limitare il più possibile la loro diffusione.
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