Chi soffre di occhio secco sa bene quanto questa condizione possa essere fastidiosa: bruciore agli occhi, arrossamento, una costante sensazione di sabbia negli occhi: piccoli disagi che, sommati fra di loro, possono compromettere la qualità della vita. Le cause possono essere diverse, ma il problema di fondo è sempre lo stesso: il film lacrimale che protegge e lubrifica i nostri occhi, mostra una composizione alterata e non equilibrata; per questo motivo in alcuni casi i trattamenti convenzionali come lacrime artificiali, colliri antinfiammatori e cortisonici possono non essere sufficienti per ridurre la sintomatologia oculare e l’infiammazione della superficie oculare. In questo contesto si inserisce uno studio pilota pubblicato su Stem Cell Research & Therapy, che propone un nuovo trattamento che consiste in gocce oculari a base di cellule staminali mesenchimali derivate dal cordone ombelicale. Queste cellule, già note per le loro proprietà rigenerative, sono state utilizzate per la prima volta direttamente come terapia topica come un normale collirio.
Come agiscono le cellule staminali?
Nello studio alcuni pazienti con forme di secchezza oculare, sia legate alla sindrome di Sjögren, una malattia autoimmune, sia indipendenti da essa, hanno applicato le gocce due volte al giorno per due settimane. I ricercatori hanno poi monitorato l’evoluzione dei sintomi oculari e di diversi parametri lacrimali. I risultati sono incoraggianti: molti pazienti hanno riportato una riduzione della secchezza oculare in termini di diminuzione del bruciore oculare ed un aumento della stabilità del film lacrimale. Le misurazioni oggettive hanno anche mostrato un incremento della produzione di lacrime e un recupero della funzionalità delle ghiandole di Meibomio, fondamentali per secernere lipidi tali da mantenere la lacrima stabile ed evitarne l’evaporazione.
Inoltre, le analisi molecolari hanno evidenziato una riduzione di alcune sostanze infiammatorie (come le interleuchine IL-6 e IL-17A). Seppure il miglioramento della secchezza oculare sia stato meno accentuato nel gruppo dei soggetti con sindrome di Sjögren, non si sono verificati effetti collaterali gravi.
Occhio secco: verso una terapia promettente
L’idea di poter sfruttare queste proprietà sotto forma di gocce oculari è affascinante, perché combina l’efficacia biologica delle staminali con la praticità di una somministrazione non invasiva. Questo studio, infatti, una strada promettente e cioè che le cellule staminali mesenchimali agiscono come modulatori intelligenti dell’infiammazione, favorendo la riduzione dell’infiammazione e ristabilendo l’equilibrio dell’ambiente oculare. Questo studio rappresenta ancora di una ricerca preliminare, condotta su un numero limitato di pazienti e senza gruppo di controllo: serviranno, dunque, studi più ampi e controllati per confermare i risultati e capire meglio quale sia la dose, la durata e la frequenza di instillazione del collirio con cellule staminali. La possibilità di usare cellule staminali in forma di collirio, quindi, rappresenta un esempio concreto di come la medicina rigenerativa stia trasformando il modo di affrontare malattie oculari comuni ma complesse.
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