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Piangi spesso ma hai gli occhi secchi? Il paradosso della lacrima in eccesso

Ritrovarsi improvvisamente con gli occhi pieni di lacrime che iniziano a gocciolare lungo il viso, e avvertire poco dopo una sensazione di sabbia e bruciore negli occhi, può sembrare un paradosso. In realtà questa condizione è del tutto normale e si tratta di un fenomeno molto comune fra la maggioranza delle persone che soffrono di lacrimazione eccessiva.

La sindrome dell’occhio secco (o Dry Eye Disease) è una delle condizioni oculari più diffuse; ne soffre un adulto su tre, eppure la percezione tende ad associare questo disturbo ad una semplice mancanza di lacrimazione. Tuttavia la realtà clinica è più complessa di quanto si pensi: la secchezza oculare è una condizione dipendente da un’ampia varietà di fattori che influenzano non solo la quantità della lacrima, ma anche la sua qualità.

Il meccanismo che lega l’eccessiva lacrimazione alla secchezza oculare risiede nel film lacrimale, spesso considerato come semplice acqua, in realtà rappresenta una struttura biologica complessa formata da tre strati distinti:

  1. lo strato mucoso, il più interno, agisce da collante naturale consentendo alla lacrima di aderire in modo omogeneo alla cornea;
  2. lo strato acquoso, intermedio, costituisce la porzione principale del volume lacrimale. È ricco di sali minerali, sostanze nutritive e fattori antibatterici necessari a idratare e proteggere l’occhio.
  3. lo strato lipidico, quello superficiale, è composto da un sottile velo lipidico prodotto da ghiandole situate lungo il margine palpebrale, chiamate ghiandole di Meibomio. La sua funzione principale è prevenire l’evaporazione della lacrima.

Se l’equilibrio anche uno solo di uno di questi componenti viene alterato, la lacrima perde stabilità.

La disidratazione della superficie oculare invia un segnale di allarme attraverso le terminazioni nervose presenti sulla superficie oculare restituendo come risposta difensiva, una lacrimazione riflessa emessa dalla ghiandola lacrimale principale. Tuttavia, la lacrima prodotta in abbondanza eccessiva, è composto quasi esclusivamente da acqua ed è privo della frazione lipidica. E’ qui che si innesca un circolo vizioso: l’occhio produce lacrime molto acquose e poco stabili che, evaporando in pochi secondi, lasciano il tessuto oculare nuovamente asciutto, infiammato e irritato.

Oltre alla lacrimazione improvvisa, spesso scatenata da fattori ambientali come il vento, il freddo o l’uso prolungato degli schermi digitali, la secchezza oculare si manifesta attraverso segnali moltochiari. Chi ne soffre, infatti, avverte frequentemente una fastidiosa sensazione di corpo estraneo, accompagnata da un bruciore oculare persistente e da un diffuso arrossamento degli occhi. Non è però raro notare offuscamento improvviso e transitorio della visione che si ristabilisce, subito dopo aver sbattuto le palpebre.

Riconoscere che la radice del problema risiede nella qualità della lacrima è il primo passo per un approccio corretto. In questo senso, l’uso indiscriminato di colliri vasocostrittori, impiegati solo per eliminare il rossore oculare, può rivelarsi controproducente.

Per gestire la secchezza oculare in modo efficace è invece consigliabile sottoporsi ad una visita oculistica specifica per occhio secco nella quale, attraverso test dedicati alla valutazione della superficie oculare, è possibile diagnosticare la forma di occhio secco di cui si è colpiti e sulla quale impostare una terapia sintomatica e di mantenimento. A questo si può affiancare una costante igiene palpebrale tramite l’applicazione di impacchi caldo-umidi, utili a fluidificare le secrezioni ostruite nelle ghiandole di Meibomio e a ripristinare il flusso del film oleoso.

Se hai notato sintomi di secchezza oculare puoi contattarci per prenotare una visita specifica per Occhio Secco.

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