Negli ultimi decenni, la plastica è diventata una componente onnipresente della nostra vita quotidiana e per questo ma solo negli ultimi anni la comunità scientifica ha iniziato ad esplorare l’impatto delle microplastiche sulla salute umane. Nel caso particolare, un recente studio pubblicato sull’International Journal of Molecular Sciences getta luce su come queste particelle microscopiche possano influenzare la salute della superficie oculare.
Cosa sono le Microplastiche?
Le microplastiche sono particelle sintetiche di dimensioni inferiori a 5 millimetri. Esse possono dividersi in:
- primarie: prodotte intenzionalmente in piccole dimensioni, come quelle spesso presenti nei cosmetici;
- secondarie: derivate dalla frammentazione di oggetti più grandi.
La natura ubiquitaria delle microplastiche implica che siamo costantemente esposti ad esse attraverso l’aria, l’acqua e persino i prodotti per la cura personale.
Il legame delle microplastiche con l’occhio secco
L’esposizione con le microplastiche è comtinuo e persistente, dalle polveri atmosferiche urbane all’uso di lenti a contatto, dalle quali possono essere rilasciate micro-detriti. Lo studio, sebbene sia ancora in una fase di revisione e approfondimento, identifica tre percorsi principali attraverso i quali le microplastiche possono danneggiare in modo particolare la superficie oculare. Le microplastiche inducono un’effetto citotossico sulle cellule epiteliali portando ad una diminuzione della vitalità cellulare. Un’esposizione prolungata a inquinanti ambientali, comprese le microplastiche disperse nell’aria, è stata correlata a un aumento dei sintomi di secchezza oculare:
il contatto di queste componenti con la superficie oculare portano alla produzione di radicali liberi rilasciati dalle cellule epiteliali, andando così ad alterare il delicato equilibrio del microbioma oculare, rendendo la superficie più suscettibile a infezioni. Le microplastiche, oltre a causare un’irritazione meccanica su cornea e congiuntiva, sono capaci di ridurre il volume lacrimale e il tempo di evaporazione concomitante ad un aumento di molecole infiammatorie. Tutto questo a discapito della lubrificazione oculare.
La plastica è un materiale particolarmente abbondante ai giorni nostri ed economico da produrre. Per cui numerosi settori, tra cui quello sanitario, continuano a dipendere dalla plastica in un’ampia gamma di applicazioni. Le molteplici terapie oculari a cui fanno capo formulazioni di pomate, colliri, strumenti chirurgici e lenti a contatto non fanno eccezione. Seppure ancora i meccanismi attraverso i quali le microplastiche agiscono debbano essere compresi più approfonditamente, vi sono sempre più prove concrete per cui queste particelle possano avere un impatto negativo sulla salute umana.
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