La secchezza oculare è una condizione patologica nella quale l’insufficiente quantità di lacrima induce l’infiammazione a carico della superficie oculare. La causa attribuibile alla carenza lacrimale è dovuta ad una produzione di lacrima insufficiente, come nella sindrome di Sjrögren, o per un’aumentata evaporazione della lacrima. L’infiammazione causata dalla secchezza oculare è responsabile dei sintomi riferiti dalle persone affette come sensazione di corpo estraneo, visione sfuocata che si ripristina parzialmente dopo un ammiccamento, bruciore e rossore oculare associata spesso a difficoltà ad aprire gli occhi al mattino. Talvolta può comparire anche una lacrimazione riflessa.
La cascata dell’infiammazione porta alla liberazione di cellule e molecole chiamate citochine, cioè molecole proteiche prodotte da diversi tipi di cellule necessarie sia per la comunicazione fra le diverse cellule sia in risposta a segnali infiammatori di diverso tipo. A sua volta, le citochine possono portare all’attivazione di altri tipi cellulari inducendo una reazione a catena tale da innescare un effetto sull’organismo. Queste molecole possono avere un ruolo:
- proliferativo;
- regolano la risposta immunitaria;
- stimola la differenziazione dei linfociti;
- promuove il reclutamento delle cellule immunitarie nella sede del danno;
- stimolano il rilascio di altre citochine.
È importante sottolineare come la produzione di citochine vari fra gli individui portando ad una risposta citochinica e quindi anche nelle reazioni infiammatorie suggerendo una grande variabilità interindividuale. Le citochine vengono misurate attraverso l’analisi Multiplex che permette di analizzare un pannello di citochine molto ampio utilizzando una piccola quantità di campione con costi purtroppo ancora molto elevati. Di recente introduzione è il test Inflammadry, il quale, attraverso un semplice dispositivo monouso, è possibile rilevare la presenza di metalloproteasi nelle lacrime.

La secchezza oculare è caratterizzata da un’infiammazione della superficie oculare, nei primi stadi asintomatica, facilmente rilevabile dalla ricerca di piccole molecole infiammatorie nelle lacrime: le metalloproteasi (MMPs). Queste molecole rappresentano un gruppo eterogeneo di proteine che intervengono spesso in un contesto fisiopatologico. La MMP-9, in particolare, rappresenta una proteina altamente espressa nelle lacrime in caso di infiammazione oculare e la sua presenza è associata alla disgregazione della barriera epiteliale. Il test Inflammadry, un esame veloce e per nulla doloroso, permette di rilevare la presenza di infiammazione a carico della superficie oculare indotta dalla secchezza oculare attraverso la ricerca di MMP-9 con una soglia di 0,4 ng/mL. La possibilità di avere questo strumento a disposizione garantisce di ricercare queste specie molecolari nelle lacrime dandoci importanti informazioni per la valutazione e la diagnosi della secchezza oculare. L’infiammazione può non essere sempre sintomatica fino a quando la quantità di molecole ad azione infiammatoria non rompano l’equilibrio della barriera lacrimale: attraverso l’esecuzione di specifici esami lacrimali è possibile svelare forme iniziali latenti di secchezza oculare prima che queste inizino a provocare una fastidiosa sintomatologia.

